Beyond whichever definition...

Welcome to Never Land!
Il blog di ExNovo, cittadino di Utopìa, capitale dell'Isola Che Non C'è.
Ovvero: pensieri, riflessioni, illusioni, disillusioni, speranze e voglia di
rovesciare tutto di una persona che ormai non si riconosce più in
nessun genere di appartenenza.

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yayo in Che vergogna... Riaf...

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marzo 19 2006

Che vergogna...

Riaffacciarsi dopo tanto tempo al mio amatissimo vecchio blog e rendersi conto che quella che doveva essere una "pausa tecnica" si è invece trasformata in un lungo periodo di standby...!
Ma non esagero se scrivo che il blog è sempre stato nei miei pensieri ed ha sempre avuto un posto di rilievo nel mio cuore. Io credo molto in questo mezzo di espressione e nella bellezza e profondità dei rapporti umani che tramite esso si possono creare.
Che dire a mia "discolpa"...?
Beh, la vita è fatta di tante cose belle e brutte, di tanti problemi che si sovrappongono e... non si può essere sempre sulla cresta dell'onda.
Ma rieccomi quì a cercare di riprendere le fila di un discorso interrotto troppo tempo fà. ExNovo si stà organizzando, stavolta veramente, per riprendere al meglio la sua attività di blogger.
Un GRAZIE enorme a Splinder che ha conservato per tutto questo tempo il backup dei dati del mio blog.
Ed un grande abbraccio agli amici di cui vedo le tracce nei commenti del mio ultimo post.
Vi voglio bene come agli amici della vita reale.
E forse anche di più.
Bye by Exnovo.

Postato da: ExNovo a 18:38 | link | commenti (2) |

gennaio 4 2005

Mi riaffaccio dopo lungo tempo al mio blog e...

...curiosando tra le nuove funzionalità offerte da Splinder ho provocato una modifica sostanziale del template.
E non ho il backup del vecchio template....
Vabbé, poco male perché sono in fase di trasferimento su piattaforma indipendente.
Ma tutti i link e le utility che avevo implementato nel mio blog!?
Non sarà facile riprendere le fila del tutto...
Ma ci riuscirò e mi servirà di lezione per il futuro.






Postato da: ExNovo a 22:19 | link | commenti (3) |

ottobre 16 2004

Fratello! *6*

Ieri pomeriggio, libero dal lavoro in una giornata di brutto tempo, mi è capitato di seguire sul canale satellitare Discovery Travel del bouquet Sky a cui sono abbonato un documentario su Belgrado, capitale della Serbia. Tra gli altri è stato intervistato un anziano signore, ex dipendente del governo, che ha viaggiato in tutto il mondo per motivi inerenti il suo lavoro. L'incontro è avvenuto in una baracca sul fiume dove il nostro si è ritirato a vivere lasciando alla moglie la casa in città dove ella preferisce soggiornare:
"Quando mi sveglio al mattino, mi siedo a fare colazione ed osservo lo scorrere placido delle acque. Sono l'uomo più felice del mondo..."
In quel momento ho provato una comprensione totale ed un profondo senso di solidarietà nei confronti di quel semplice essere umano.



Postato da: ExNovo a 00:32 | link | commenti (6) |

settembre 28 2004

Liberi tutti! *6*





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Due righe per esprimere la mia profonda soddisfazione e la mia grande gioia per la liberazione di queste stupende Persone.






Postato da: ExNovo a 19:44 | link | commenti (1) |

settembre 27 2004

La direzione sbagliata... *6*

Il parente che ostenta ed esibisce le sue performances sessuali con le amanti con la tacita rassegnazione di una moglie troppo stanca per reagire, l'amica con una aspettativa permalosa ed esagerata dai suoi rapporti sociali, l'altra ancora che non riesce a fare a meno di esibirsi, sempre e comunque, in tutte le occasioni della vita quotidiana.
Sono solo alcuni esempi di espressione nevrotica di una comprensibile necessità della personalità umana: il bisogno di sentirsi considerati, apprezzati, accettati dagli altri.
In due parole: il bisogno insito nella natura umana di essere amati.
Ma si tratta, appunto, di un modo sbagliato e controproducente di tentare di colmare un vuoto interiore.
E' un percorso che si dirige nella direzione sbagliata.
Io credo che equilibrio e certezze vadano ricercati dentro di noi senza per questo rinunciare al rapporto con gli altri che però deve rappresentare l'incontro tra persone indipendenti, mature ed autonome, non già l'interazione tra esseri nevrotici che tentano di manipolare il prossimo con il risultato poi, magari, di finire essi stessi per dipendere totalmente dalle opinioni e dagli umori altrui.
Come si fà a trovare in se stessi queste sicurezze?
Io non ho la pretesa di avere qualcosa da insegnare a chicchessia né credo esista una formula valida per tutti.
Personalmente cerco di mettere ordine nella mia vita e di affrontare tanti problemi, piccoli e grandi, che ho procrastinato per troppo tempo oltre a coltivare i miei sogni ed a coglierne i frutti, quando ci riesco. Con impegno e costanza ma senza mai scadere in una eccessiva severità verso me stesso o in una autocritica sterile e distruttiva.
Ma non sò se questo possa avere senso per qualcuno.
Una cosa però mi sento di dirla: cerchiamo di acquisire credibilità davanti a noi stessi prima di pretenderla dagli altri...











Postato da: ExNovo a 13:43 | link | commenti (1) |

Liberate la pace *6*

Postato da: ExNovo a 13:05 | link | commenti (1) |

settembre 9 2004

Un pensiero per le due Simona  *7*


Simona Torretta e Simona Pari: siete due grandi Donne ed anch'io spero vivamente che tornerete al più presto in libertà.


Postato da: ExNovo a 23:33 | link | commenti (2) |

Slovenia e Croazia: impressioni di viaggio *7*

Non ho riscontrato quel repentino cambiamento di paesaggio al superamento del confine Sloveno così come mi era stato riferito da più persone che avevano già visitato quel Paese.
Certo: la Slovenia è una nazione meno industrializzata rispetto all'Italia ma l'aspetto del territorio friulano immediatamente prima della frontiera non è sostanzialmente dissimile rispetto a quello che si incontra dopo. Strade a parte perchè la rete viaria slovena è decisamente meno sviluppata rispetto a quella italiana.
Così almeno è al valico di frontiera di Tarvisio.
Lubiana è una piccola città dai grandi palazzi e dall'aspetto molto curato e signorile. Bei negozi, caratteristico mercato ortofrutticolo con disposizione molto ben curata, "artistica", della merce sui banchi. In giro molte ragazze alte, bionde, di pelle molto chiara che colpiscono per la loro grande bellezza di tipo decisamente slavo. Si percepiscono, evidenti, un grande orgoglio nazionale e la grande motivazione che ha spinto il Paese sulla strada della indipendenza con grandi aspettative relative all'ingresso in Europa. Colpisce il prestigio che ha l'Italia nei discorsi e nell'atteggiamento della gente. Lo stipendio medio è basso (circa 600 Euro) anche se il suo potere di acquisto è rapportato al costo della vita locale. Eppure molti, tanti hanno belle macchine ed i locali sono gremiti di avventori. Tutto questo, ci ha detto la guida in tono ironico, "io non ve lo sò spiegare...": intendendo con ciò una diffusa arte di arrangiarsi con il lavoro in nero.
Superando il confine Croato e giungendo nella capitale, Zagabria, il paesaggio muta radicalmente: una città molto grande dall'aria decisamente popolare e molto lasciata andare nell'aspetto esteriore dei suoi palazzi con facciate cadenti che si sgretolano e ricoperte di selve di parabole satellitari. Evidente che il Paese abbia avuto ed abbia problemi più urgenti da risolvere che non l'intonaco dei suoi condomini. Anche l'aspetto della sua popolazione è più variegato: un cocktail etnico che non trova riscontro nella vicina Slovenia. Girovagando tra i suoi mercati e mercatini si percepisce uno stile retro', una sorta di dejà vù forse in una Italia pre-industriale, pre-boom economico. Molto diffusi nei negozi e nelle infrastrutture degli alberghi i prodotti italiani. Ma dove si tocca con mano il dramma che ha coinvolto questo Paese è attraversando le campagne a ridosso del confine con la Bosnia Erzegovina, dirigendosi dalla capitale verso la costa dalmata: edifici che conservano evidenti i segni dei proiettili delle mitragliatrici, case fatiscenti a cui è stato distrutto il tetto. Si tratta di case che erano abitate da Serbi e che sono state così ridotte al momento della pulizia etnica per evitare un, comunque impossibile, ritorno dei suoi inquilini. Perchè, ci è stato spiegato, quando ad una casa togli il tetto tutto il resto della struttura si corrompe in breve tempo. E poi km e km di campagne incolte a perdita d'occhio dove non si vede la benché minima presenza umana, spariscono i segnali alla radio, black out del campo per i telefoni cellulari: un medioevo sociale, economico e tecnologico nel cuore della civilissima Europa. Giungendo finalmente in vista di qualche abitazione si notano le scarse risorse dell'economia locale: un pò di agricoltura ed allevamento con vendita dei prodotti locali, rustici ma genuini, ai turisti di passaggio che li osservano con diffidenza e sospetto abituati come sono ai prodotti industriali, tirati a lucido da una miriade di conservanti, coloranti, addensanti etc etc Di animali domestici neanche l'ombra: gatti ne avrò visti due o tre in tutto il viaggio, tento di avvicinare per un complimento un cane dall'aria spaurita ed anoressica ma proprio non vuole saperne. Quì, nelle campagne, c'è il problema di come mettere a tavola la famiglia, figuriamoci gli animali: altro che Mixer di Pal e Kit e Kat. Questa è miseria, di quella di cui ho tanto sentito parlare anche nel mio Paese da chi ha vissuto sulla propria pelle il tempo di guerra ma che io, per mia fortuna, non ho mai conosciuto. Ed io, Italiano con i tipici disturbi di chi è abituato a mangiare troppo e male, non posso fare a meno di provare una punta di imbarazzo e di sentirmi decisamente fuori posto.
Costa Dalmata e nuova sensazione di dejà vù con il bordo della litoranea lato mare delimitato da antichi paracarri: mi torna in mente il film "Il sorpasso" di Dino Risi, interpretato da Vittorio Gassman e Jean Louis Trintignant. In vista di Fiume: in radio giornali radio e canzoni nella lingua di Dante da parte di emittenti che trasmettono programmi per la comunità italiana d'Istria; grandi complessi petrolchimici ed installazioni portuali con imponenti ed orribili, altissime, ciminiere; grandi quartieri dormitorio costituiti da condomini a schiera, anonimi e tutti uguali. Un pensiero sorge spontaneo in mente: "non deve essere stato granché allegro vivere da queste parti sotto il regime di Tito..." Abbazia, Parenzo con l'evidente sforzo da parte del governo croato di inserire la penisola istriana nei grandi circuiti del turismo internazionale con il ruolo non ancora del tutto pienamente interpretato e credibile di "Riviera Croata". L'impressione è di una giovane nazione che dopo molte vicissitudini stà tentando faticosamente di rialzare la testa e di proporre una nuova immagine di sé alla comunità internazionale attraverso la creazione di un difficile e delicato equilibrio tra le innumerevoli istanze culturali, religiose ed etniche del Paese.
Nuovo attraversamento del confine Sloveno e visita alle grotte di Postumia: interessanti e suggestive ma mi aspettavo qualcosa di meglio quanto ad organizzazione e delucidazioni da parte della guida. Insomma: l'impressione è stata di una visita "un pò tirata via" alla ricerca di un rapido smaltimento della folla di visitatori per massimizzarne il numero ed incrementare gli incassi (costo del biglietto: 25 Euro). Come dicono dalle mie parti: "tirano a far ciccia".
Ritorno in Italia con fila di un'ora alla frontiera causa bus di linea croato senza le carte in regola dinanzi a noi. Dopo un'ora di rimostranze da parte nostra un impagabile funzionario italiano ci dice di passare dalla corsia delle auto: poteva dircelo subito!?!?
Le grandi autostrade italiane che si snodano in un paesaggio ricco ed opulento e due riflessioni banali e scontate ma inevitabili: pur con tutti i suoi difetti e malcostumi sono fortunato ad essere nato in Italia. Sarebbe bastato nascere 300/400 km più ad est e chissà se oggi sarei ancora vivo ma in ogni caso le mie condizioni di vita sarebbero certamente più difficili e incerte.
Me ne ero già accorto qualche anno fà nel corso di una visita a Tangeri in Marocco: sono ricco e non mi rendo conto di esserlo.
Alle volte bisogna andare lontano per apprezzare ciò che si ha vicino.
Due note per i curiosi e/o appassionati di piccoli aspetti "tecnici" come me. Gli operatori di telefonia cellulare in Slovenia sono 3: "SI MOBIL", "SI VEGA 70", "SI GSM"; In Croazia sono 2: "HR VIP", "HR CRONET". Tra me e compagni di viaggio avevamo tutte le sim card degli operatori italiani ma quella più versatile e user friendly si è rivelata essere la sim di TIM con cui siamo sempre stati facilmente in comunicazione da e per l'Italia senza procedure e/o codici particolari da inserire. Non così con le sim card degli altri due operatori italiani. In Slovenia molti grandi cartelloni pubblicitari lungo le strade con pubblicità all'offerta Internet ISDN da parte di Telecom Serbia, qualche rara pubblicità ad una offerta ADSL in Croazia. L'impressione è che anche sul fronte Internet entrambi i Paesi siano un passo indietro rispetto all'Italia. Sulla costa dalmata molti segnali FM, neanche troppo deboli, dalle coste italiane: con un ricevitore stereo standard collegato ad una buona antenna direttiva un appassionato locale potrebbe ascoltare una ottima fetta del panorama radiofonico italiano dal nord del Paese sino al suo estremo sud. Ed in ultimo come non dire: sono transitato per Capodistria! Un nome che per un'appassionato di radio come me incarna un significato ed un fascino tutti particolari. A proposito: Tv Koper/Capodistria esiste ancora. Mi era stato erroneamente detto che la tv aveva cessato le sue trasmissioni già da qualche anno e che era sopravvissuta solo la radio. Non è così.















Postato da: ExNovo a 15:14 | link | commenti (1) |

agosto 19 2004

Comunicare comunque  *6*

Nella vita di tutti i giorni c'è chi non mi ritiene, a torto, un gran "socialone".
In realtà non sono uno che dove lo metti stà, indipendentemente da chi e cosa lo circonda.
Sono una persona che ama scegliere accuratamente le persone e gli ambienti da frequentare ma che una volta fatta una scelta giusta che lo convince sà aprirsi agli altri come in pochi riescono a farlo.
Eppure proprio a me, fatto oggetto di una siffatta immeritata nomea, talvolta capita di rimanere profondamente colpito dalla timidezza ed incomunicabilità di talune persone che mi capita di incontrare nel quotidiano e, di frequente, anche su Internet.
Io trovo si vada perdendo il gusto di una comunicazione affabile ed in semplicità per un senso di cortesia ed arricchimento reciproco tra due esseri umani. Se provi ad essere gentile con qualcuno spesso capita di cogliere nell'interlocutore una diffidenza ed un sospetto che si spingono ben oltre una normale e sana prudenza e sconfinano invece in un atteggiamento fobico di pregiudizio infondato e generalizzato verso tutto e verso tutti.
Di rado è un comportamento intenzionale, più spesso è il sintomo di una difficoltà a relazionarsi con gli altri che io trovo si vada diffondendo in maniera vistosa e preoccupante.
E mi pare nel caso di Internet un contrasto stridente: che te ne fai di uno strumento con cui poter fare il giro del mondo in pochi secondi quando poi non sei più capace di scrivere "Ciao, come stai?" e rispondere "Bene, grazie. E tu?" ad una persona che magari abita a due isolati di distanza da casa tua!?
Abbiamo gli strumenti per spaziare ma ci stiamo rinchiudendo in noi stessi, non nel senso di un arricchimento introspettivo ma bensì nella direzione di una omologazione delle nostre paure attraverso la ghettizzazione dei nostri sentimenti in convenzioni sociali che costituiscono un vero e proprio imbarbarimento dei costumi.
Esagero? Beh, forse un pò nella forma ma quanto alla sostanza lo escludo: è una forma di incomunicabilità che mi capita di notare spesso e con dispiacere.
Forse la soluzione consiste nel non cercare inesistenti formule magiche, valide per tutti ma nel prendere comunque l'iniziativa, per il gusto di comunicare senza pretendere nulla in cambio.
Ecco cosa mi piace di Osho Rajneesh: è semplice, lapidario eppure imbarazzante e tagliente come un coltello. Orbene, cosa dice Baghwan che ben si attaglia al discorso in questione?
"L'Amore è la tua eco"...
E mi pare che abbia detto più Lui in 6 parole che io con tutta la logorrea del mio post di stasera.













Postato da: ExNovo a 23:36 | link | commenti (1) |

agosto 18 2004

Reperita in Rete: troppo bella per non pubblicarla  *6*

PREGHIERA

Chiesi a Dio di essere forte
per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.

Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.

Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.

Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.

Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita
perché potessi apprezzare tutto.

Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.

Le preghiere che non feci furono esaudite.

Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io!












Postato da: ExNovo a 00:05 | link | commenti (1) |

agosto 14 2004

Individui grandi & "istituzioni" piccine... *7*

Le generalizzazioni sono sempre deleterie e guai a fare di tutte le erbe un fascio ma...
Il caso dei due atleti greci che avrebbero dovuto rappresentare, tra gli altri, un modello ideale e che invece hanno "marcato visita" per nascondere la loro condizione di dopati fino agli occhi ripropone il tema della insanabile frattura che esiste nella nostra società, a buon diritto emblematicamente definita "il mondo delle apparenze", tra ciò che si vuol dare ad intendere alle masse e la realtà oggettiva della miseria umana.
Non credo comunque che il caso di questi due atleti corrotti renda giustizia ai milioni (a dire poco) di atleti casalinghi ed amatoriali che ritagliando degli spazi tra i quotidiani impegni familiari e lavorativi coltivano con impegno e sacrificio una pratica sportiva in cambio di niente a livello materiale ma con la grande soddisfazione di migliorarsi nel corpo e nello spirito.
Chissà: forse è proprio tra il nutrito stuolo di questa marea umana, silenziosa e senza nome eppur così ricca ed altisonante, che sarebbero da rintracciare persone veramente degne di portare in alto la fiamma olimpica.
Eh, sì: perchè ho l'impressione che nel campo dello sport professionista si verifichi lo stesso identico fenomeno riscontrabile nel campo delle religioni istituzionali.
Più sali in alto e più incontri gli squali che pensano solo a riempirsi la pancia a scapito dei pesci più piccoli che si lasciano incantare e manovrare.
E' a livello di piccola realtà locale e quotidiana che è ancora possibile trovare persone semplici e schiette in grado di interpretare gli aspetti più nobili della natura umana e ridare senso ad una pratica come quella sportiva.
E' l'istituzionalizzazione di una realtà personale che la snatura e la corrompe rendendola una cosa morta.
L'individuo è il fenomeno più importante.









Postato da: ExNovo a 18:34 | link | commenti (1) |

Lo sportivo & lo Sportivo...  *7*

Lo sportivo della domenica: in perenne competizione con tutti non riesce a vincere con nessuno, mai.
Lo Sportivo, quello con l'iniziale maiuscola: si allena regolarmente, non compete con nessuno tranne che con se stesso e talvolta riesce anche a spuntarla.


Postato da: ExNovo a 18:11 | link | commenti (1) |

agosto 7 2004

Io ci batterei lui nel muro... *6*

Dirò una banalità dettata più da un impeto di rabbia nel momento in cui ho appreso la notizia che non da un ragionamento ponderato e motivato da una seria riflessione ma tant'è: talvolta fà piacere abbandonarsi ad una esternazione passionale e scritta di getto senza filtri ideologici e culturali atti a moderarla.
Presto detto: la gattina brutalizzata da un criminale, gettata nel fiume Lambro e salvata da un benemerito, Claudio mi pare, che intende adottarla dopo averla affidata alle cure della Protezione Animali.
Io prenderei questo spregevole individuo, il bruto, e lo batterei nel muro tante volte quanto lo ha fatto alla inerme micina e poi lo butterei a sua volta nel fiume.
Se sopravvive siamo pari, se ci resta secco uno stronzo di meno sulla faccia della terra.
Spero comunque gli venga inflitta una pena esemplare.





Postato da: ExNovo a 19:28 | link | commenti (2) |

agosto 3 2004

Una conquista di civiltà *6*

E' una notizia che stà passando inosservata ed a cui non viene dato il giusto risalto.
Stò parlando del termine, finalmente, della leva obbligatoria nel nostro Paese.
Era profondamente sbagliato ed antidemocratico costringere un ragazzo di venti anni a fare qualcosa di visceralmente contrario alle sue convinzioni ed alle sue reali intenzioni.
E per di più in una età così delicata ed evolutiva.
Oltretutto si sà come vanno queste cose in Italia: chi aveva in famiglia le maniglie giuste riceveva il congedo a casa o, in subordine, si presentava presso l'ospedale militare competente per zona ed il servizio militare lo trascorreva, del tutto o in buona parte, a casa in convalescenza.
O tutti o nessuno: e siccome non c'è verso in questo Paese di applicare la norma equanimamente meglio allora che venga meno l'obbligatorietà ed il servizio in oggetto divenga una libera scelta di chi vuole intraprendere tale carriera.
Io il servizio militare me lo sono dovuto sorbire per intero: 12 mesi 12 lavorando gratis prima in un bar (spaccio) e poi come portiere (piantone) presso gli alloggi sottufficiali. E quando l'ho fatto io l'obiezione di coscienza era roba da carcere militare. E se avevi qualcosa da ridire riguardo la scarsa affinità delle mansioni assegnateti con il "fare il soldato" ti zittivano con la novella che "la patria si serve anche così".
Sono contento che i ragazzi, d'ora innanzi, potranno trascorrere liberamente i loro venti anni corteggiando la ragazza del cuore invece di subire costrizioni assurde in funzione di presunti ideali a cui non crede più neanche il papa.








Postato da: ExNovo a 13:56 | link | commenti (1) |

luglio 23 2004

I love you Fedora... *6*

Sono sempre stato attratto dai sistemi operativi "alternativi", primo fra tutti Linux, anche se le mie esperienze in merito non sempre sono state positive fin dai tempi in cui era necessario compilare manualmente il kernel e quindi era necessaria una approfondita conoscenza in materia che io non possedevo.
Caldera, Mandrake, Suse e tante altre distribuzioni minori hanno attratto la mia attenzione e sono state da me fatte oggetto di test e tentativi dagli esiti lacunosi e non del tutto soddisfacenti.
L'altro giorno, andando al mare, mi sono fermato con la macchina ad una edicola per acquistare qualche rivista da leggere in spiaggia e la mia attenzione è stata attratta da una distribuzione Linux su DVD alla modica cifra di 3,90 euro: Fedora Core 2.
"Ne ho provate tante, perchè non dare un'occhiata anche a questa?" mi sono detto.
Si tratta, se ho ben compreso, di una distribuzione free prodotta da Red Hat che avrebbe abbandonato la commercializzazione dei suoi prodotti sul mercato desktop.
Detto fatto: vai con l'installazione e... Incredibile!
In un quarto d'ora mi sono ritrovato con un sistema operativo funzionale al 100% perfettamente installato nel mio pc. L'installer Anaconda utilizzato da Fedora ha perfettamente riconosciuto e reso operativo il mio hardware, modem compreso. Neanche La Suse con il suo Yast era riuscita nell'impresa.
Una cannonata: non ho ancora riscontrato un bug.
Tutto funziona e bene.
La consiglio vivamente a chi, come me, è alla ricerca di una alternativa complementare a Windows che pure ha i suoi meriti e, si sà, è impossibile abbandonare del tutto.
E vai con la Fedora....!














Postato da: ExNovo a 00:47 | link | commenti (1) |